La lettera di fine anno del presidente Giorgio Marsiaj

Giorgio Marsiaj

Care Colleghe e Cari Colleghi,

siamo ormai alla chiusura di un anno, il 2020, che ha avuto un impatto drammatico sulla vita, le imprese, il lavoro di noi tutti.

Oltre alle persone, anche le forme del lavoro e dell’organizzazione d’impresa sono state violentemente scosse dal Covid, che ha sollecitato noi imprenditori a definire modalità di difesa, con l’obiettivo di mantenere la continuità delle attività e dell’occupazione.

Ai costi determinati dalla crisi delle attività produttive e commerciali, si sono sommati quelli derivanti dall’incremento della spesa sanitaria e dalla sospensione di numerose attività.

La pandemia ha prodotto sulle nostre aziende conseguenze inimmaginabili, che potremo valutare per intero soltanto quando saremo tornati alla normalità.

Ricade, oltre che sul Governo, anche sugli operatori economici una determinante responsabilità nell’indicare il cammino da compiere per la ripresa dell’economia.

Il nostro compito è di attivarci al fine di individuare nuovi modelli di sviluppo economico, di percorrere nuove strade per creare lavoro. Dobbiamo impegnarci per una crescita più robusta e sostenibile di quella precedente, attraverso una corale assunzione di responsabilità.

In quest’ottica è fondamentale creare una matrice in cui si sviluppi una cooperazione autentica e profonda fra pubblico e privato, due entità distinte ma – come dimostra la nostra storia – capaci di integrarsi e di collaborare per lo sviluppo del Paese. Dalla loro convergenza può derivare la spinta in grado di restituire smalto e slancio all’Italia, di rimettere in movimento le sue forze economiche.

Queste considerazioni valgono allo stesso modo per Torino.

Forse per la prima volta, si determina una convergenza fra l’azione che dobbiamo compiere a livello locale per ritrovare la strada dello sviluppo e quella che ci attende a livello europeo.

Siamo sollecitati dal Next Generation EU ad accelerare sull’innovazione. Noi imprenditori per primi dovremo dimostrarci all’altezza.

Innovare vuol dire rischiare: dobbiamo avere visione del cambiamento e il coraggio di metterlo in atto.

Perché si consolidi questo nuovo approccio, occorre perseguire rapidamente la transizione tecnologica ed ecologica, con il coraggio di investire in un momento di crisi e di incertezza, sapendo che l’Italia non si salva da sola e che è fondamentale l’integrazione con l’Europa.

Nel 2021 a Torino le strade del cambiamento politico della città e dell’innovazione industriale si intersecheranno. Torino avrà un nuovo sindaco proprio quando nascerà Stellantis, il nuovo gruppo globale dell’auto in cui confluiranno FCA e PSA, che potrà darci grandi opportunità, se saremo così bravi da coglierle.

La nostra città ha bisogno di una svolta decisa. Affinché ciò sia possibile, è necessario che ognuno rifletta sulle proprie responsabilità.

Dobbiamo adoperarci tutti per far affluire nuove risorse agli investimenti produttivi. Se la città ripiegasse, noi tutti avremmo perso la nostra partita.

Oggi, al contrario, è necessario ampliare e arricchire ulteriormente la capacità tecnologica del nostro territorio, indispensabile per salvaguardare i livelli produttivi e l’occupazione.

A partire dalla nostra tradizionale vocazione: automotive, aerospazio, macchinari e sistemi di produzione. Per l’MTCC, la Cittadella dell’Aerospazio e i bandi di Torino Area di Crisi Complessa sono previsti significativi investimenti. Legato a questi, potrebbe nascere un nuovo progetto per la smart mobility. Il mio auspicio è che in questo campo Torino possa tornare a costituire una guida per il Paese, creando una forte alleanza con altre città e territori, con i quali condividiamo la stessa idea di sviluppo.

Oltre a questi, ci sono altri progetti strategici che riguardano diversi settori, a cominciare dalla TAV. Come sapete, Telt si è associata quest’anno all’Unione Industriale di Torino e al Medef Savoie. Siamo molto contenti perché si rafforzano i rapporti con i nostri vicini francesi, con i quali abbiamo molti interessi in comune, e siamo ovviamente soddisfatti che siano ripresi i lavori di un’opera di cui siamo sempre stati convinti sostenitori.

Il “Parco della Salute, della ricerca e dell’innovazione” è un investimento di circa un miliardo di euro, che doterà Torino e il Piemonte di un nuovo polo ospedaliero, universitario e della ricerca d’avanguardia nell’ambito delle Scienze della vita, garantendo al contempo la riqualificazione di una vasta area urbana. A questo proposito, ci si chiede perché il Governo italiano non abbia ancora attivato il Mes, che doterebbe immediatamente il Paese di 36 miliardi di euro per risolvere i problemi della sanità pubblica.

La nostra città, inoltre, è stata scelta come sede principale dell’Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale. Si tratterà di una struttura di ricerca e trasferimento tecnologico capace di attrarre talenti dal mercato internazionale e, contemporaneamente, diventare un punto di riferimento nazionale in questo campo e un importante supporto per tutti i settori industriali, dei servizi e del commercio.

La cultura e il turismo hanno particolarmente sofferto durante la pandemia, arrivando a perdere circa l’80% del loro fatturato nel 2020. Anche per questi settori stiamo attuando numerose iniziative.

Non possiamo, poi, dimenticare l’importanza della filiera agroalimentare, protagonista di importanti opportunità di crescita e sviluppo per la nostra area.

Fare industria richiede oggi una straordinaria capacità di visione, utilizzando anche le leve della conoscenza immateriale. Il nostro territorio deve continuare ad essere protagonista anche nel favorire nuove idee di sviluppo, fornendo grande impulso alle start up tecnologiche, creando, in collaborazione con gli altri attori locali, le condizioni perché mettano radici da noi. L’obiettivo è insediare anche qui un acceleratore verticale delle start up in ambito automotive e aerospazio.

Torino deve diventare sempre più un concentrato di capacità e di intelligenza tecnologica.

Siamo, inoltre, un’importante città universitaria, con una presenza assai ampia e variegata di giovani che arrivano dalle più lontane parti del mondo. Il nostro scopo è che molti più ragazze e ragazzi scelgano Torino per studiare, vivere e lavorare. La valorizzazione delle nuove generazioni è uno dei più importanti obiettivi dell’Unione Industriale. A questo proposito, uno dei miei primi atti da Presidente è stata l’istituzione a luglio di 50 Borse di studio in discipline STEM, del valore di 3 mila euro ciascuna. Il bando scadrà a fine gennaio del 2021 e abbiamo già ricevuto molte adesioni di altissimo profilo.

Non possiamo rivolgerci soltanto ai “talenti”. Dobbiamo portare nelle nostre imprese molti giovani in gamba e motivati, aprendo le nostre fabbriche alla loro intelligenza e al loro apporto. Di recente abbiamo ascoltato l’appello di alcune scuole torinesi che hanno subìto l’incursione di vandali e, insieme con la Fondazione La Stampa Specchio dei tempi, con la Consulta dei Beni Artistici e Culturali di Torino e FINSAA, siamo intervenuti per fornire agli istituti computer e tablet.

Una delle nostre missioni, come Unione Industriale, è potenziare la nostra capacità di intervento sulla città. Dobbiamo essere sempre più un soggetto di riferimento, impegnato nella trasformazione economica e sociale di Torino, mobilitando le nostre energie collettive per intervenire nella elaborazione delle linee di sviluppo della nostra città.

Stiamo aumentando la qualità dei nostri servizi agli associati, concentrando la nostra azione nel dare un supporto alla crescita e alla competitività delle aziende. Dedicheremo una particolare attenzione al sostegno delle piccole e medie imprese, che di natura hanno minore potere contrattuale, ma sono preziosissime sul piano occupazionale, sollecitando presso le Istituzioni misure per rendere più facile la capitalizzazione delle società. Tenendo presente che le imprese non devono temere di crescere in dimensioni, anzi, oggi questa è la strada per aumentare la produttività del lavoro.

Abbiamo davanti a noi un imponente scenario di cambiamento, che non sarà necessariamente lineare.

Anche a scuola ci hanno insegnato che il progresso non è rettilineo. Non è una marcia in avanti che non si ferma mai. Talvolta si ferma e talvolta può persino tornare indietro. L’importante è che non abbandoni la sua corsa e, appena può, ricominci a muoversi in avanti.

La pensiamo così anche oggi.

Io sono sicuro che la nostra storia non si ferma affatto qui. Siamo pronti ad andare avanti, con coraggio, fiducia e determinazione.

Auguro a Voi e alle Vostre famiglie un felice e sereno 2021,

Giorgio Marsiaj

Giorgio Marsiaj

About Giorgio Marsiaj

Giorgio Marsiaj è fondatore, Presidente e Amministratore Delegato di SABELT S.p.a E' Presidente di Unione Industriale Torino dal 13 luglio 2020, Presidente AMMA dal 2016 e Presidente della Consulta per la Valorizzazione dei beni Artistici e Culturali di Torino da maggio 2020.​

Rispondi