L’impresa comunica, informa, educa

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Comunicare, informare, educare nel nuovo millennio

Ufficio Stampa e Pubbliche Relazioni sono strumenti a disposizione di un’organizzazione o di un’azienda che comunica.

In molti casi i due strumenti si intersecano e si sovrappongono, avendo come fine quello di favorire l’organizzazione nel raggiungimento della sua missione e dei suoi obiettivi istituzionali. Con l’introduzione della legge 150/2000, che disciplina le attività di informazione e comunicazione delle pubbliche amministrazioni, si è provveduto a differenziare le due realtà, tra l’altro ammettendo per gli uffici stampa solo giornalisti iscritti all’albo. Raggiungere gli obiettivi istituzionali significa contribuire ad aumentare l’influenza, a rafforzare il prestigio, a costruire un’immagine positiva dell’organizzazione ed a consolidarla nel tempo, mediante il reperimento, la selezione e la divulgazione di obiettivi, contenuti e risultati aziendali. Oggi per chi comunica è fondamentale una buona visibilità!

Formulare strategie, definire obiettivi

E’ necessario programmare le molteplici e complesse attività di comunicazione. Nei momenti di crisi molte imprese, per far quadrare i bilanci, hanno tagliato le risorse nella comunicazione; oggi, invece, anche con l’introduzione dei Social Media, è sempre più importante investire in questo settore.

Le imprese entrano in contatto con numerosi pubblici: ogni “pubblico” ha i suoi stereotipi, il suo linguaggio. Questo richiede una grande duttilità nell’affrontare il problema del contenuto e della forma. Tuttavia, il problema è ben più complesso: chi comunica in modo efficiente, deve conoscere prima le “aspettative” del pubblico al quale si rivolge. Questo presuppone – prima della fase della comunicazione – l’esistenza di una fase di ascolto, o, meglio, della volontà di ascoltare.

Oggi i veri protagonisti di qualsiasi processo di comunicazione sono gli stakeholders. Sono loro che determinano il successo di una organizzazione: ci si deve preoccupare in primo luogo della reputation, la capacità di dialogare con le grandi platee senza dimenticare trasparenza e lealtà, ascoltando le necessità dell’opinione pubblica e condividendo le aspettative dei pubblici di riferimento con le priorità aziendali.

Qualificare e migliorare la reputazione di un’azienda, l’immagine di un prodotto o di un servizio è l’obiettivo base delle relazioni pubbliche ed è il risultato di “percezioni” che sommano nel loro insieme una serie ampia di opinioni e di giudizi. Oggi è molto sentita l’esigenza di informare correttamente. A tal proposito occorre che una comunicazione sia seria e veicolata soltanto da strutture adeguate, come l’ufficio stampa e/o l’ufficio relazioni esterne in grado di far circolare l’informazione, compiutamente ed in modo attendibile.

Nuove tecnologie: l’informazione è sempre più digitale

Le nuove tecnologie permettono, potenzialmente, a chiunque sia armato di un collegamento Internet, di una macchina digitale o anche solo di un telefonino, di trasformarsi in un reporter che comunica con efficacia o addirittura in un cacciatore di scoop. Il web permette di abbattere le distanze. Tuttavia, sul web il pubblico è diverso, è segmentato in communities. Sul web le fonti attendibili sono quelle ritenute autorevoli dalla stragrande maggioranza del pubblico che naviga in rete (i media sono diversi rispetto a quelli tradizionali).

La community sta cambiando il mondo della comunicazione: un link condiviso su Facebook, un cinguettio su Twitter, il servizio fai da te di un blogger sembrano avere la stessa dignità del servizio di un’agenzia stampa o di un’inchiesta di un blasonato quotidiano, di un settimanale, di un network televisivo. L’utente produttore-consumatore è il nuovo cittadino della Rete partecipativa, del web 2.0 e del social networking. Ognuno di noi è un “prosumer” che crea contenuti e li immette sul web, ordina i suoi file, li classifica e li segnala all’attenzione di altri utenti che, a loro volta, generano altri contenuti, li immettono, li classificano, li votano e li commentano… un movimento circolare senza fine.

In genere, un social network permette ai propri utenti di stabilire legami qualitativi con gli altri, in modo da costruire gerarchie di interazioni e definire confini, così come avviene nella vita. A livello base c’è l’individuo che pubblica le sue foto, racconta ciò che sta facendo, condivide i propri gusti musicali, artistici, politici, e così via. Il livello successivo è quello del gruppo sociale, la cerchia degli amici e dei contatti diretti, che favorisce la circolazione delle informazioni. Il terzo livello è quello della comunità nel suo complesso, che raccoglie i frutti delle interazioni collettive facendo emergere i contenuti o le persone di volta in volta più interessanti. Si forma in tal modo la community: il social network favorisce la conoscenza reciproca ed offre la possibilità di esplorare i repertori altrui alla ricerca di nuovi spunti di navigazione.

Bisogna stare quindi molto attenti alle notizie incontrollate presenti in rete che hanno provocato il dilagare delle cosiddette fake news. E’ bene quindi che siano rispettate le regole deontologiche ed etiche dell’informazione e della comunicazione, anche attraverso programmi di formazione mediatica. Oggi, nell’era della comunicazione globale in cui l’informazione è sempre più digitale, qualsiasi realtà non può esimersi dall’essere presente sui social: anche la Chiesa Cattolica si è dimostrata particolarmente sensibile a queste tematiche e lo stesso Papa Francesco ha dichiarato: “Le reti sociali siano luoghi ricchi di umanità….”

Cultura e Responsabilità Sociale d’ Impresa

Oggi per il mondo imprenditoriale la comunicazione d’impresa non può prescindere dalla cultura d’impresa, come valori e princìpi a cui fare riferimento. Ogni imprenditore deve creare e trasmettere il suo modello aziendale e renderlo unico in innovazione e comunicazione secondo i suoi princìpi, le sue passioni, i suoi obiettivi, attraverso la propria identità. La cultura aziendale influisce in modo determinante sulla sua immagine, sul posizionamento di mercato, sulla percezione dei clienti. In una parola, influisce sul successo di una azienda.

I vertici di un’azienda devono considerare in primis la comunicazione con i loro collaboratori. La motivazione e la partecipazione emotiva dei propri collaboratori è necessaria per trasmettere un’immagine positiva soprattutto all’esterno, al mercato con il quale si comunica e ci si deve necessariamente rapportare e confrontare. Un team partecipe e consapevole dei valori aziendali contribuirà ad una maggiore diffusione della cultura d’impresa. Oggi fare impresa significa dedicare un’attenzione particolare ai bisogni ed alle esigenze dei consumatori ed essere all’avanguardia non solo sotto il profilo organizzativo e commerciale ma anche sapersi affermare come modello di Responsabilità Sociale.

Quindi scelte aziendali innovative in grado di competere sui mercati globali ma con uno stile ed una filosofia uniche, avendo sempre al centro dell’attenzione il benessere interno dell’azienda e delle persone che ci lavorano (es. Brunello Cucinelli, Ferrero, Moreschi Calzature, la Fratelli Branca: imprenditori che in parte incarnano oggi il sogno di Adriano Olivetti; che hanno una visione ampia su tutta la “comunità”, su tutto il territorio nel quale vivono ed operano i diversi portatori di interesse).

Queste imprese rivolte al futuro sono in grado di coniugare il profitto con particolari attenzioni sociali ed ambientali, si sono dotate di un codice etico e di una carta dei valori che descrivono sia le prassi interne dei collaboratori sia i princìpi aziendali di legalità, correttezza e lealtà.

Princìpi che impediscono discriminazioni razziali di ogni genere, che escludono e stigmatizzano il lavoro minorile, che valorizzano la salubrità e la sicurezza del luogo di lavoro favorendo così lo sviluppo e la crescita delle capacità personali.

Formazione, motivazione e responsabilizzazione delle risorse umane con ampia delega di funzioni in modo da condividere e partecipare attivamente ai processi decisionali legati agli obiettivi aziendali. Cultura d’impresa come fonte di crescita e progresso, sinonimo di lungimiranza e dedizione, attenzione alle esigenze dei consumatori.

Oggi i tempi sono maturi sia per superare la posizione economica meccanicista che ha portato all’attuale crisi generale sia per riflettere su un’economia diversa, consapevole. Un’economia che tenda verso un nuovo modello organizzativo in cui l’azienda è concepita come una “rete” che comunica, un organismo vivente basato sul concetto di autoconsapevolezza: nella produzione, nel rispetto dell’ambiente, delle persone, delle risorse, del profitto. Come affermato da un importante imprenditore, verso “la rinascita di un nuovo umanesimo” !

Giancarlo Bonzo

About Giancarlo Bonzo

Gestisco la struttura congressuale dell'Unione Industriale dedicata alle imprese associate ed ai clienti esterni. Affianco l’attività di business con l’ideazione, la progettazione e la realizzazione di iniziative culturali legate a letteratura, economia, arte, musica, quale unico esempio in Italia nel sistema di Confindustria. L'esperienza acquisita con i Giovani Imprenditori e la passione per il mondo dell'informazione mi ha sensibilizzato ai rapidi cambiamenti della società e dell' economia e formato verso la gestione del lavoro di gruppo per rafforzare leadership, cultura d'impresa e rappresentanza industriale.

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