Rapporto PMI Piemonte 2019: il check-up economico finanziario

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PMI Piemontesi: Il 2017 è stato un anno particolarmente positivo quanto a crescita e redditività. Il 2018 potrebbe rivelarsi meno brillante.

Il rapporto PMI Piemonte 2019 realizzato da Cerved e Unione Industriale Torino, giunto alla sua quinta edizione, fotografa lo stato di salute dell’economia del Piemonte analizzando  gli indicatori economico finanziari e il profilo di rischio di oltre 10.000 PMI  (definite come imprese con fatturato compreso tra 2 e 50 milioni di euro). Sono stati analizzati i dati di bilancio (aggiornati al 2017) e  gli indicatori sulle dinamiche dei primi mesi del 2018 (tempi di pagamento, fallimenti, profilo di rischio). Agli indicatori raccolti da Cerved si aggiungono i risultati della indagine conclusa a marzo sull’andamento dei conti aziendali nel 2018,  condotta su un campione di oltre 1300 aziende del Piemonte.

Il 2017 anno di crescita

In Piemonte il 2017 è stato un  anno decisamente positivo per il sistema delle imprese. Sono aumentati a tassi significativi fatturato, valore aggiunto, margine operativo lordo (MOL). Sono migliorati utili, redditività (ROE), situazione debitoria. Il profilo di rischio del sistema-Piemonte si è consolidato: è aumentata la percentuale di imprese “sicure”, è diminuita quella di imprese “a rischio”. Positiva anche la demografia d’impresa: è aumentato il numero complessivo di PMI;  la creazione di “vere”  società di capitali ha raggiunto un nuovo massimo.

Nel 2017 in Piemonte crescono fatturato e valore aggiunto delle PMI

Analizziamo più in dettaglio alcuni dei risultati più significativi del rapporto PMI Piemonte 2019.
Nel 2017 la crescita del fatturato è stata del +5,7% rispetto al 2016, in accelerazione rispetto agli anni precedenti. Quattro anni positivi hanno permesso di recuperare (in termini nominali) il terreno perduto durante la lunga  recessione. Dopo dieci anni l’indice del fatturato è finalmente ritornato al di sopra del livello 2007 (+4,6%).
Significativo è stato anche l’incremento di valore aggiunto (+4,5% rispetto al 2016). Il recupero iniziato nel 2013 ha portato il valore aggiunto  16 punti percentuali al di sopra del livello pre-crisi.

Migliora anche la redditività

Per il quinto anno consecutivo, migliora il MOL (+2,3%). Tra il 2012 (anno inferiore del ciclo) e il 2017 in Piemonte le PMI  hanno migliorato del 20% la redditività. Il divario con il periodo pre-crisi rimane tuttavia ampio: rispetto alla situazione precedente la crisi, resta da recuperare il 15%. La redditività del capitale proprio investito nelle aziende piemontesi (ROE) rimane invariata rispetto all’anno precedente (11,8%). Nonostante il progressivo miglioramento iniziato nel 2013, il ROE rimane inferiore al valore precedente la crisi (era 14,5%).
Prosegue anche il trend di miglioramento del rapporto utili/fatturato. L’indicatore sale al 5,0% dal 4,8% dello scorso anno, riallineandosi al valore del 2007. 

In Piemonte PMI e imprese sempre più solide

Una più robusta patrimonializzazione e una minore incidenza degli oneri finanziari,  favorita dalla ulteriore riduzione del costo del debito, hanno migliorato anche nel 2017 la struttura finanziaria delle imprese. Per effetto del rilevante sforzo di investimento, nel 2017 aumentano i debiti finanziari (+5,7%).  Accelera anche l’aumento di capitale netto (+6,3% rispetto al 2016), rafforzando una tendenza in atto da un decennio.  In Piemonte tra il 2007 e il 2017 le PMI  hanno  aumentato la propria capitalizzazione di quasi il 60%.

Indebitamento più sostenibile

Il rapporto tra debiti finanziari e capitale netto scende di circa un punto percentuale e mezzo (dal 66,8% al 65,4%), prolungando il trend positivo in atto dal 2007. La riduzione del costo medio del debito favorisce la ulteriore riduzione del rapporto tra oneri finanziari e debiti finanziari (3,2%, era il  6,6% dieci anni fa). Il rapporto tra oneri finanziari e MOL (10%%) è il più basso in assoluto  degli ultimi dieci anni.

Si rafforza il profilo di rischio del sistema-Piemonte

La rischiosità del profilo economico-finanziario delle PMI permette di valutarne il grado di solidità desumibile dal bilancio, ovvero la capacità di generare flussi di cassa sufficienti per ripagare i debiti. Anche in Piemonte la crisi ha dato origine a un processo di selezione che ha espulso dal mercato le  PMI più fragili. Ne è risultato un sistema produttivo più snello e più solido. Ciò è coinciso con un significativo miglioramento del profilo di rischio. Come abbiamo visto nel rapporto dello scorso anno,  negli ultimi anni il consolidamento del profilo di rischio è spiegato non solo dal processo di “selezione darwiniana” ma soprattutto da un  effettivo miglioramento dei bilanci delle PMI.
Nell’ultimo anno questo processo virtuoso è proseguito. In Piemonte  è aumentato ( in termini relativi e assoluti)  il numero di PMI con un bilancio classificato come “solvibile” (57,3%); sono diminuiti numero e peso di imprese  “a rischio” (11,9%) e “vulnerabili” (30,8%). 

In Piemonte quasi l’80% delle PMI e imprese sono affidabili

II Cerved Group Score (CGS) è  uno score predittivo che combina la componente di bilancio e sistemica con una comportamentale, che fornisce un profilo di rischio più accurato e aggiornato rispetto al semplice indicatore di bilancio. In Piemonte il CGS rileva tra dicembre 2018 e dicembre 2017 un significativo miglioramento del profilo di rischio delle PMI. Si rafforzano i segnali positivi emersi lo scorso anno.  Aumenta di sette punti la quota di imprese “sicure” (dal 33,2% al 40,3%); resta elevata quella di imprese “solvibili” (37%). Di contro,  diminuisce di quasi cinque punti la percentuale di imprese “vulnerabili” (dal 21,3% al 16,8%) e si riduce ulteriormente la quota di imprese “a rischio” (dal 6,6% al 6,1%).

Nel 2018 una ripresa  più debole anche in Piemonte

Dopo un anno brillante, il 2018 potrebbe registrare risultati meno positivi, anche se parlare di una vera e propria inversione di tendenza è probabilmente prematuro. E’ indubbio che nell’anno appena concluso  il contesto in cui operano le imprese piemontesi si sia progressivamente indebolito. Negli ultimi due trimestri la crescita dell’economia italiana si è arrestata. A fine anno il nostro paese è entrato in recessione “tecnica”. Il rallentamento dei principali mercati europei ha determinato una  frenata delle esportazioni . Il clima di fiducia è peggiorato, in Piemonte come in Italia e in gran parte dei paesi europei, condizionando le decisioni di spesa di imprese e famiglie. In Piemonte nel 2018 la crescita del Pil  non dovrebbe superare l’1%.

Qualche segnale di attenzione dalle condizioni operative

Il peggioramento dello scenario macro si riflette sulle condizioni operative delle imprese. Alcuni degli indicatori più sensibili alla congiuntura economica  analizzati dal  rapporto PMI 2019 suscitano qualche preoccupazione. Tornano a crescere le chiusure di imprese in bonis, un segnale di aspettative di profitto meno positive da parte degli imprenditori. Crescono ritardi nei pagamenti e numero di aziende che hanno accumulato oltre due mesi di ritardo.

…ma in Piemonte il 2018 si chiude ancora in  crescita

Si tratta di segnali di attenzione ma non ancora di indicazioni di una chiara inversione di tendenza. Grazie a una prima parte dell’anno ancora espansiva, il 2018 non farà registrare un risultato negativo. L’indagine condotta a marzo su un campione di oltre 1.300 imprese del Piemonte (manifatturiere e dei servizi) rileva che per una ampia maggioranza di imprese il 2018 si chiude con risultati d’esercizio positivi. Il 43% delle imprese registra una crescita del fatturato (contro il 21% che rileva una flessione). Il 65% chiude il bilancio in utile, contro il 9%. Il 12% ha aumentato l’indebitamento, il 18% lo ha ridotto. 

Basi  solide per affrontare la complessità

In Piemonte le imprese  affrontano da una robusta base di partenza quello che si prospetta come una fase difficile e complessa: crescita più lenta, crescenti incertezze di mercato e geopolitiche,  accelerazione delle tecnologie. Una buona redditività; Una elevata capacità di autofinanziamento; un indebitamento  sostenibile; un solido profilo di rischio;  assicurano alle imprese risorse e capacità per investire e innovare.

In Piemonte buone opportunità di crescita attraverso iniezioni di capitale esterno

Per attivare questi processi virtuosi spesso è necessaria una crescita dell’azienda: dimensionale e culturale.  Una crescita che richiede quasi sempre una maggiore “apertura” verso l’esterno: sono necessarie nuove  competenze manageriali e capitali freschi. Il Rapporto PMI  2019 evidenzia  come in Piemonte un numero rilevante di  PMI  abbia i requisiti per accedere a risorse esterne di capitale: fondi di private equity o di risparmio. A questo tema dedicheremo un  prossimo post.

Luca Pignatelli

About Luca Pignatelli

Luca Pignatelli | Da quasi trent'anni mi occupo di ricerca economica presso l'ufficio studi dell'unione industriale di torino. in particolare mi sono occupato di indagini statistiche, macroeconomia, economia industriale, speech writing; da alcuni anni coordino la redazione di pubblicazioni economiche per le imprese associate. I miei studi universitari e la mia esperienza di lavoro in Africa con UNDP mi hanno orientato verso le tematiche economiche e geopolitiche internazionali.

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