Social e online world nuove frontiere per l’ Unione

La comunicazione è cambiata rapidamente grazie ai social. Oggi è indispensabile esserci.

La comunicazione è cambiata molto rapidamente grazie ai social.

Social e  web  sono gli elementi  che negli ultimi dieci anni hanno  rivoluzionato il mondo dell’ informazione e della comunicazione.  Hanno soppiantato i media tradizionali ed hanno cambiato e dilatato a dismisura  il modo di comunicare fra le persone.  Anche le imprese, naturalmente,  sono coinvolte in questa vorticosa trasformazione; per dire quanto, si richiama  spesso il pensiero di Gary Vaynerchuk un vero guru dei social con milioni di follower che afferma “oggi ogni azienda sta diventando  un’azienda che produce contenuti  mediatici. Punto. Fine della storia”.  In sostanza se non sei sui social (mediaticamente) non esisti. E oggi nessuno può permettersi di “non esistere” tanto più in un’economia globale dove l’identità aziendale, il brand, sono fondamentali per essere (ri)conoscibili .

 Oggi le notizie, le idee le opinioni si formano sui social

C’è quindi l’esigenza di usare i social anche per un’associazione come l’Unione Industriale per giocare un ruolo di rilievo nel sistema socio economico?

La risposta è SI. Assolutamente, perché questi strumenti consentono di entrare direttamente in contatto con le persone interessate alle attività, alle idee e alle posizioni  degli industriali torinesi. Oggi  le notizie, le idee, le opinioni si formano sui social. E’ quindi  di fondamentale importanza, anche per noi,  esserci e  comunicare la nostra identità, attraverso le nostre competenze e le nostre  attività.

E tenendo conto che noi siamo nitidamente ed esplicitamente una “parte”, ma agiamo con l’obiettivo dichiarato di supportare e di aiutare la crescita del nostro territorio.

Sui social, ma preparati

Ma utilizzare i nuovi strumenti di comunicazione digitali  con  consapevolezza e competenza  è un’operazione che non si può improvvisare. Richiede un percorso formativo, ampio, inclusivo, articolato, e che si rivela  non neutrale.   L’acquisizione delle necessarie competenze tecniche  sollecita infatti un profondo cambiamento organizzativo, culturale e di mentalità.

Un ripensamento, in chiave digitale e collaborativa, di tutta la complessa macchina organizzativa che deve diventare più moderna, più efficiente e soprattutto  più proiettata all’esterno.

Un percorso non facile, non scontato.

Dobbiamo toglierci di dosso un bel  po’ di ruggine e non pochi pregiudizi.

E forse il viaggio…vale più della meta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giorgio Alberti: Giorgio Alberti | Responsabile Ufficio Stampa di Unione Industriale Torino, writing e rapporti con i Media, appassionato di montagna, lettura e viaggi
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